gestione ambientale - sicurezza lavoro - corsi di formazione
gestione ambientale -  sicurezza lavoro -  corsi di formazione

CLASSIFICAZIONE DEL RIFIUTO  SECONDO IL CATALOGO EUROPEO DEI RIFIUTI ( C.E.R.)

La prima responsabilità del  Produttore di rifiuti è quella di Classificare il materiale , l'oggetto che ha deciso di eliminare come rifiuto collocandolo prima del trasporto  in DEPOSITO TEMPORANEO?

 

Il procedimento che porta a stabilire che tipo di rifiuto metterò  in DEPOSITO TEMPORANEO  si chiama  CLASSIFICAZIONE  DEL RIFIUTO e sarà effettuato utilizzando il Catalogo Europeo dei Rifiuti ( C.E.R.)

 

 Scopo di questo procedimento è stabilire se il nostro rifiuto sia uno di queste tre categorie di rifiuti e con questa definizione potrò sapere come gestirlo in DEPOSITO TEMPORANEO, con quale frequenza smaltirlo ed il costo di smaltimento  :

Un rifiuto non potrà che essere , semplificando :

  1. RIFIUTO SOLIDO URBANO (RSU)

oppure

  1. RIFIUTO SPECIALE (RS)

 oppure

  1. RIFIUTO PERICOLOSO (RP)

Per effettuare la CLASSIFICAZIONE  debbo conoscere :

  • Da quale processo di lavoro derivi il rifiuto
  • Quale sia la composizione del rifiuto stesso.

 

Vedremo in quali casi e quando debbo effettuare l’eventuale analisi del rifiuto e con quale frequenza.

I rifiuti così definiti possono essere classificati in 3 distinte categorie:


Rifiuti solidi urbani(RSU)
Comprendono i rifiuti prodotti in insediamenti civili ed in aree pubbliche.
Vi sono poi tipologie di rifiuti derivanti da attività commerciali, artigianali ed industriali che hanno caratteristiche simili ai RSU o loro componenti

(ad esempio : materiali di imballaggio, ritagli di tessuti,scarti di gomma, scarti dell'industria alimentare, scarti di legno, scarti di materiali di arredamento ecc.). Sono detti "Rifiuti assimilabili ai RSU" e come tali vengono di norma smaltiti negli stessi impianti.


Rifiuti speciali (RS)
Comprendono soprattutto la vasta categoria dei rifiuti industriali, artigianali, agricoli e commerciali.
In aggiunta sono considerati rifiuti speciali i seguenti:
• rifiuti composti da materiali da costruzione, demolizione e scavo;
• veicoli e macchinari obsoleti;
• rifiuti prodotti da ospedali e case di cura;
• residui derivanti dal trattamento di rifiuti solidi urbani (scorie di incenerimento, residui degli impianti di riciclaggio) e dal trattamento delle acque reflue civili (materiale grigliato e fanghi di risulta).


Rifiuti pericolosi (RP)
Comprendono rifiuti che rappresentano un pericolo immediato, o nel lungo termine, per la salute dell’uomo e la vita animale e vegetale.

Secondo la normativa italiana di riferimento (DPR 915/1982),questi rifiuti erano definiti "Rifiuti Tossico-Nocivi". In seguito, con il Decreto Legislativo n.22 del 5/2/1997 (Decreto “Ronchi”) la dizione è stata modificata in "Rifiuti Pericolosi" che appare più appropriata anche in rapporto alla denominazione "Hazardous Wastes" attribuita dall’Unione Europea e dalla letteratura scientifica internazionale.
Si tratta in prevalenza di rifiuti di origine industriale, i quali presentano una o più delle seguenti caratteristiche di pericolo:
• Infiammabilità (formazione di fiamma a bassa temperatura);
• Tossicità/nocività/irritabilità (rischi per la salute acuti o cronici, conseguenti ad ingestione,inalazione, penetrazione dermica);
• Corrosività (distruzione di tessuti vivi);
• Cancerogenicità (malformazioni cancerose);
• Teratogenicità (malformazioni congenite, non ereditarie);
• Mutagenicità (difetti genetici ereditari);
• Infettabilità (malattie all’uomo ed altri organismi viventi a causa di microrganismi contenuti nel rifiuto);
• Reattività (sviluppo di calore, gas tossici o altri prodotti pericolosi, a seguito di contatto con acqua,aria, altri rifiuti);
• Esplosività (possibilità di esplosione per effetto di fiamme, urti, attriti).


Tra i composti che conferiscono carattere di pericolosità al rifiuto si fa riferimento  alla direttiva CEE 91/689 del 12/12/1991 relativa ai rifiuti pericolosi.

Ovviamente, il carattere di pericolosità del rifiuto dipende dalla concentrazione dei composti pericolosi.
Per tale ragione vengono di norma definite delle concentrazioni limite (C.L.) oltre le quali il rifiuto viene definito “rifiuto pericoloso”. Inoltre, per rendere più semplici le procedure di identificazione dei “rifiuti pericolosi”, le normative emanate dai vari Stati prevedono un’elencazione di specifiche tipologie di rifiuti per le quali è generalmente dimostrato il carattere di pericolosità.

Il riferimento è il Catalogo Europeo dei rifiuti aggiornato (C.E.R.)

CATALOGO EUROPEO RIFIUTI_ C.E.R.
7.NUOVI CER decisione_UE_2014_955.pdf
Documento Adobe Acrobat [495.8 KB]
Stampa Stampa | Mappa del sito
© STUDIO SICUREZZA AMBIENTALE Dr. Marano - sede Via F. Testi 287 20162 MILANO Partita IVA 08675700150

E-mail

Come arrivare